Per la salute della prostata uno stile di vita davvero sano fa la differenza


Per il cibo non esistono divieti assoluti. La parola-chiave è «buon senso», che invita a seguire una dieta variegata, ricca in frutta, verdura, pesce e povera di grassi

Alimentazione, attività fisica, stili di vita. La salute maschile passa anche da qui. E poiché l’ingrossamento della ghiandola prostatica è un fatto naturale e inevitabile, sarebbe bene che tutti gli uomini seguissero pochi semplici regole che possono aiutarli almeno a ritardare e arginare la comparsa di problemi.

Idratazione adeguata ma poco alcol

«Fare regolarmente movimento e una manciata di buone abitudini quotidiane contribuiscono a migliorare i disturbi minzionali — sottolinea Walter Artibani, segretario generale della Società Italiana di Urologia -: è importante un’adeguata idratazione (due litri di acqua al giorno), così come evitare superalcolici e pranzi troppo abbondanti. Vino e birra sono ammessi con moderazione, così come gli aperitivi: gli eccessi, specie quelli con le bevande alcoliche, fanno sempre male. Ma se non si beve a sufficienza, aumenta la concentrazione delle urine che crea un habitat ideale per le infezioni batteriche. Un modo molto semplice per regolarsi è guardare il colore delle proprie urine: se sono giallo intenso o arancioni è segno che sono troppo concentrate e bisogna bere di più; se giallo paglierino o tendenti al bianco, invece, nessun problema, significa che stiamo assumendo la giusta dose di liquidi».

A tavola

È meglio non esagerare nel consumo di tutto ciò che interferisce con gli equilibri ormonali e altera la diuresi. «Spezie piccanti (pepe, caffè, crostacei e alcolici sono considerati “afrodisiaci”, ma in realtà infiammano la ghiandola prostatica creando un artificiale impulso al coito — chiarisce Marco Carini, ordinario di Urologia all’Università degli Studi di Firenze e direttore dell’Urologia 1 all’Azienda ospedaliero universitaria Careggi —. Non fanno quindi bene, specie a chi già soffre di frequenti irritazioni nell’area. E a proposito d’infiammazione bisogna ricordare che intestino e prostata, per via della loro vicinanza anatomica, sono in grado d’influenzarsi reciprocamente in negativo quando uno dei due è “disturbato”. Stipsi cronica e diarrea possono infastidire la ghiandola, aggravando disturbi minzionali dovuti a prostatite e ipertrofia: conquistare una buona puntualità del proprio intestino è quindi una strategia assai utile».

Sbalzi di temperatura

Attenzione, poi, agli improvvisi passaggi caldo-freddo o viceversa. Per chi ha una forma ostruttiva di ipertrofia è utile schivare gli sbalzi di temperatura: soprattutto il raffreddamento improvviso dovuto all’aria condizionata può aggravare la situazione e provocare una ritenzione acuta d’urina con la necessità di ricorrere al catetere per disostruire l’area.

Fumo

Altro aspetto determinante e poco noto ai diretti interessati sono i problemi provocati dal tabacco nell’area genitale: il fumo può causare disfunzione erettile e impotenza nei maschi. «I danni ai vasi sanguigni causati dal fumo si ripercuotono anche sulla salute sulla capacità di erezione del pene, che è un organo molto vascolarizzato e che dipende per la sua funzionalità proprio da un corretto afflusso di sangue — spiega Artibani —: quando questo è ridotto, o la pressione è insufficiente, possono presentarsi problemi di disfunzione erettile. Nell’uomo, poi, il fumo riduce la qualità del liquido seminale: diversi studi hanno mostrato che le sostanze tossiche contenute nelle sigarette raggiungono lo sperma compromettendo la motilità degli spermatozoi e riducendo la loro capacità di fecondare l’ovocita femminile». Senza considerare che i prodotti di combustione della sigaretta vengono eliminati con le urine, facilitando l’insorgenza di tumori della vescica (che nel 70% dei casi riguardano tabagisti).

Attività sportiva

Veniamo al capitolo sport: «Praticare attività fisica regolarmente, anche solo una camminata di 30 minuti al giorno, è un toccasana — ricorda Carini —. Gli sport con prevalente movimento delle gambe (come corsa e nuoto) hanno effetto decongestionante. Solo, per i chi soffre di prostatite, meglio limitare la bici, che favorisce microtraumi perineali che possono accentuare l’infiammazione prostatica. Che gli uomini con ipertrofia, con difficoltà anche notevoli a urinare, non possano pedalare è una leggenda metropolitana. Solo è meglio usare la sella con il buco centrale e pantaloncini ad hoc (pelle di daino e protezione perineo) per chi fa attività prolungata, mentre in città va benissimo quella imbottita. Anche moto, equitazione e canottaggio sollecitano molto il pavimento pelvico e possono infiammare la prostata, per cui è consigliabile l’uso di equipaggiamenti specifici».

Attività sessuale

Non c’è alcuna controindicazione anche all’attività sessuale che non solo non è nociva, ma se praticata con regolarità e senza eccessi (quali coiti interrotti, ripetuti in breve tempo o eiaculazione volutamente ritardata a lungo) ha effetti benefici. L’astinenza prolungata, infatti, provoca il ristagno delle secrezioni nella ghiandola prostatica favorendone la congestione e quindi possibili infezioni e infiammazioni.