Farmaci con ranitidina, Aifa blocca anche Buscopan antiacido, Ranidil, Zantac e altri prodotti


 L’Agenzia italiana per il Farmaco, dopo il ritiro di 195 farmaci per possibili impurità cancerogene dispone in via precauzionale il divieto di utilizzo di 519 prodotti antiacido, molti da banco, usati per alleviare bruciori di stomaco, reflusso e ulcere

Dopo il ritiro diretto di 195 farmaci con ranitidina prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratories, per la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena, l’Agenzia italiana per il farmaco ha disposto in via precauzionale, in attesa di ulteriori controlli, il divieto di utilizzo di alcuni lotti di farmaci contenenti lo stesso principio attivo (ranitidina) utilizzato per alleviare bruciori di stomaco, reflussi e ulcere. L’elenco diffuso dall’Aifa contiene 516 lotti di vari farmaci: dal Raniben in compresse a Ulcex in compresse, e ancora Ranitidina Eg 300 mg, Ranibloc, e anche Buscopan antiacido, compresse effervescenti da 75 mg, di cui sono 12 i lotti da non utilizzare. E poi lo Zentiva, lo Zantac, l’Hexal iniettabile, il Ranidil in fiale, compresse e sciroppo (ecco cos'è la ranitidina).

L’elenco

L’elenco completo dei farmaci, sia quelli ritirati che quelli al momento vietati è disponibile sul sito dell’Agenzia del Farmaco. Sempre sul sito sono elencati anche i farmaci contenenti ranitidina ancora autorizzati in Italia (attenzione, i nomi commerciali sono spesso gli stessi, vanno verificati i lotti). Aifa consiglia di rivolgersi al medico di base o al farmacista in caso di dubbio. Provvedimenti analoghi sono stati presi o sono in corso di adozione negli altri Paesi dell’Unione Europea e in diversi paesi extraeuropei. L’Aifa sta collaborando con l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e alle altre agenzie per valutare il grado di contaminazione nei prodotti e adottare misure correttive.

Negli Stati Uniti

Anche gli Stati Uniti si sono mossi per il ritiro dei farmaci. D Sandoz ha infatti richiamato negli Usa un suo farmaco generico a base di ranitidina contro l’acidità di stomaco. Nel preparato è stata trovata la stessa sostanza potenzialmente pericolosa, in concentrazioni superiori a quanto ammesso dalla Fda (Food and Drug Administration), come ha indicato la filiale di Novartis in un comunicato. La casa farmaceutica aveva già bloccato le forniture del suo medicinale la settimana scorsa: ora interviene il richiamo.