Nove uomini su dieci sono stressati, ecco perché e come rimediare


 Ansia, mal di testa, dolori muscolari, disturbi del sonno o gastrointestinali. Ne soffrono nove italiani su dieci per colpa di nervosismo e preoccupazioni che derivano soprattutto dal lavoro, ma anche dalla famiglia.A fotografare i «nervi tesi» dei maschi nostrani è una ricerca condotta da Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione che fa parte di Federchimica) che evidenzia come il 90 per cento degli uomini soffra di un qualche disturbo di salute derivato dallo stress. La fonte principale è l’ufficio, ma fra le cause emergono anche cambiamenti negli stili di vita e del ruolo dell’uomo all’interno della famiglia. Proprio il nucleo familiare, infatti, è ai primi posti nella classifica dei responsabili sia per i giovani (18-24 anni), snervati dai genitori, sia per gli over 55, per i quali aumentano le preoccupazioni per figli che crescono. 

Qual è il meccanismo neurologico che determina la comparsa di reazioni stressanti?


«Lo stress è un meccanismo di risposta del nostro organismo per ricostruire un equilibrio alterato da perturbazione esterna o interna ad esso – spiega Piero Barbanti, Professore di Neurologia dell’Università San Raffaele di Roma -. Se ci pensiamo bene, le conseguenze fisiche dello stress, quali le palpitazioni, l’aumento della frequenza del respiro e della contrazione muscolare, sono tutte volte a superare tale perturbazione. Lo stress è il prodotto di un rapporto stretto tra cervello, ipotalamo, ipofisi e surrene (un legame cioè tra la parte emotiva e la parte ghiandolare) che ci permette di concentrare tutte le nostre energie per superare le difficoltà. Può però trasformarsi in una vera patologia quando si protrae nel tempo, anche nel caso in cui si sia concluso l’evento scatenante. In soggetti predisposti (quali gli ansiosi), la reazione stressante compare anche in assenza di eventi apprezzabili» .

Esistono delle differenze neurologiche tra uomini e donne nella capacità di reagire allo stress? 


«Uomini e donne rispondo diversamente allo stress – risponde l’esperto -. L’uomo è tendenzialmente più resiliente allo stress perché possiede una risposta nervosa più stabile, mentre nella donna questa è influenzata dalla fase dal ciclo ormonale. Inoltre, il cervello femminile ha percentualmente più sostanza grigia e quindi maggior numero di connessioni nervose quindi è inevitabilmente più perturbabile. Tuttavia, lo stress può determinare conseguenze più gravi nell’uomo. In età adolescenziale, ad esempio, gli eventi di vita stressanti tendono a provocare nel sesso femminile più frequentemente reazioni dello spettro affettivo, come ansia e depressione, mentre nel maschio tendono più facilmente ad innescare reazioni psicotiche». 

Secondo la sua esperienza, quali sono oggi i maggiori fattori che causano stress nell’uomo? 


«La letteratura dimostra che nell’uomo le maggiori cause di stress sono il lavoro e le questioni economiche, con un trend purtroppo in aumento negli ultimi anni a seguito della crisi economica del 2008. L’uomo tende da sempre a identificarsi nelle proprie capacità produttive. Ciò spiega anche la crisi e lo stress attuale dell’uomo italiano che ha tradizionalmente articolato la propria vita nella triangolazione “lavoro-famiglia-amici”. Questo schema oggi è saltato: se il lavoro resta la maggior causa di stress, anzi è in costante aumento, le altre due componenti (un tempo “compensatorie”) sono oggi molto meno solide: la famiglia come istituzione è in crisi, con crescita di separazioni e persone single, mentre lo svago è diventato più costoso e difficile di un tempo. Nella donna invece, la maggior causa di stress è l’aver aggiunto alle responsabilità già esistenti nei confronti della famiglia e dei figli, un terzo fattore: il lavoro. 

Una conseguenza bipartisan dello stress, ma con incidenza maggiore negli uomini, è l’abuso di sostanze, soprattutto alcoliche e psicotrope, aspetto che invece di “calmare” le reazioni dell’organismo allo stress, crea al contrario un corto circuito negativo. La difficoltà nella gestione di questi cambiamenti è un importante sorgente di stress per l’uomo che biologicamente ha capacità di adattamento inferiori alla donna. E’ in aumento fra i maschi anche l’uso di ansiolitici (a sempre più comune tra le donne)». 

Lo stress si manifesta con gli stessi disturbi in maschi e femmine? 


«Ci sono differenze tra uomini e donne. In generale, lo stress tende a provocare nella donna somatizzazioni di tipo gastrointestinali e cefalee. Negli uomini il sintomo più frequente (e spesso gestito molto male) è quello dell’insonnia, seguito da problemi cardiologici, digestivi e in parte cefalee. Negli uomini, inoltre, sono in aumento le disfunzioni della sfera sessuale su base psicologica dovute allo stress, soprattutto tra i giovani. In questi casi, oltre ai farmaci di automedicazione che possono alleviare i disturbi, è importante agire a livello psicologico, contro un cervello che in questi casi è troppo “attivo”».Tra i farmaci di automedicazione (riconoscibili grazie alla presenza del bollino rosso che sorride sulla confezione) utili alleati contro i disturbi del sonno sono i farmaci a base di valeriana, da sola o in associazione con altri principi naturali come la passiflora. Per combattere le tensioni muscolari è possibile ricorrere a farmaci da applicare localmente, come pomate, creme, gel, cerotti ad azione antinfiammatoria e antidolorifica. Validi possono essere anche farmaci che rilassano la muscolatura. In caso di mal di testa gli antinfiammatori non steroidei (Fans), in compresse o bustine, possono rivelarsi strumenti terapeutici in grado di contrastare dolore e infiammazione. 

Che consigli darebbe a un uomo che soffre di disturbi legati allo stress per migliorare il suo stile di vita e imparare a gestire lo stress?


«Due cose sono vitali nella gestione dello stress, sia per gli uomini che per le donne: il pensiero e il tempo. Il primo perché è fondamentale riflettere su quello che si sta facendo. Lo stress non è qualcosa che arriva dall’alto ma è la conseguenza di come affrontiamo gli eventi della vita. Dobbiamo quindi riconsiderare il rapporto con noi stessi, con gli altri e con il lavoro. Inoltre, dobbiamo creare spazi di tempo libero all’interno della giornata, allontanandoci dalla tecnologia e riservandoci momenti per attività fisica, riflessione, immaginazione e tutto ciò che aiuta il cervello a rallentare i ritmi e recuperare energie». 

Quanto lo stress può degenerare in depressione? 


«Ansia e depressione sono “figlie dello stress”, che è una riconosciuta causa scatenante di tutti i disturbi dello spettro affettivo. La spiegazione consiste nel fatto che il cortisolo liberato dal surrene dietro mandato del cervello induce la produzione di citochine infiammatorie che producono effetti in aree sensibili del cervello. Non a caso, la ricerca sperimentale per la depressione sta volgendo lo sguardo verso trattamenti in grado di contenere l’infiammazione». 

L’uomo è oggi sempre più coinvolto nella vita familiare. È vera la percezione per cui l’uomo è in grado di fare le stesse cose della donna, ma con un livello di stress più alto? 


«È assolutamente vero – conclude Barbanti -. L’uomo, infatti, rispetto alla donna, è meno multitasking dal momento che presenta un minor livello di comunicazione tra gli emisferi cerebrali destro e sinistro e tendendo in generale a procedere con operazioni mentali compartimentalizzata. Nella gestione familiare, dove è necessario ogni volta adattarsi a situazioni per definizione mutevoli, l’uomo ha fisiologicamente meno smalto rispetto alla donna».